Tutela della salute ed economia al collasso.

di Vita Ragaglia

Noi stiamo a casa. Noi promuoviamo a gran voce l’hashtag #iorestoacasa perché consapevoli che è l’unica cosa da fare per noi e per gli altri. E invitiamo tutti nel nostro piccolo a fare lo stesso. Non muovetevi. Ci troviamo in uno stato di emergenza mai visto prima. Quando nel nostro Paese si è verificata una simile situazione? Voi più adulti vi ricordate chiusura delle scuole per un periodo di tempo così lungo? Sospensione di tutte le manifestazioni sportive? Sospensione di tutte le funzioni religiose? Le Chiese non hanno mai chiuso. Prescinde il fatto di essere credenti o meno. Se oggi muori non avrai il funerale. A tanti magari non interessa averlo ma a molti altri si.

Tutto questo per dire che il livello di criticità è altissimo. Con l’ultimo aggiornamento al DCPM il Premier Giuseppe Conte ha annunciato l’estensione delle misure previste nel decreto governativo dell’8 marzo a tutto il territorio nazionale. L’Italia è diventata ufficialmente zona rossa. Senza distinzione tra Nord e Sud (e anche qui si potrebbe aprire un capitolo). Tutto è sospeso. L’ordine è quello di restare a casa. Il sistema sanitario nazionale è al collasso; d’altronde come potrebbe non esserlo con tutti i tagli spietati che ha subito negli ultimi anni?! Si parla già di “selezione di accesso alla terapia intensiva”. Un’affermazione che fa orrore. Significa che in casi estremi, e già ci siamo, non tutti avranno il diritto di curarsi perché non abbiamo abbastanza strumentazioni per farlo. Si deve scegliere chi far vivere e chi morire.

Io pago le tasse ad un Paese che mi mette davanti a questa scelta. Anzi che me ne fa subire le tragiche conseguenze. No, non ci sto. Nessuno di noi può. Oggi siamo uniti nell’affrontare l’emergenza e su questo non si discute. Ma quando questo sarà finto il governo si ricorderà di quello che è successo? E noi? Ci ricorderemo di cosa abbiamo dovuto subire? Davvero possiamo farci andare bene tutto questo? Perché l’Italia si trova ad affrontare una pagina così buia? Perché non abbiamo abbastanza posti letto? Tante le domande, tantissime.

Me ne voglio fare ancora una. Voglio farla a tutti voi.

Cosa ne sarà di tutte le piccole e medie imprese? Di tutti i lavoratori autonomi e possessori di partita iva, di quelli che lavorano “a giornata”. Cosa ne sarà di noi?

Oggi non ne parliamo proprio come voi avete detto perché la salute dei cittadini viene al primo posto e va tutelata a qualsiasi costo. Verità sacrosanta. Se perdiamo la salute il resto non ha senso.
Ma ricordatevelo quando tutto sarà finito. Perché chi oggi è a casa e non ha possibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro perché non tutto può essere fatto in modalità smart working non sta fatturando, dunque non ha denaro, dunque non potrà pagare le tasse. Tanti non potranno mettere il pane sulla tavola. Vi prego di non dimenticare tutto ciò. Perché con la sospensione del pagamento del canone Rai non ci facciamo assolutamente niente. Al massimo una risata.

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